third generation nuclear “weapons”…in Italy?

11 04 2010

Eccoci qua, con un bel programma di centrali nucleare per il bel paese! 

 Si tratterà di centrali franco-tedesche di III generazione. 

Secondo Wikipedia  Viene denominato reattore nucleare di III generazione un reattore nucleare di potenza che incorpori sviluppi delle tecnologie della “seconda generazione” (la stragrande maggioranza di quelli attualmente in funzione), con miglioramenti “evolutivi” nel disegno, ma senza innovazioni sostanziali sui principi di funzionamento.

Tutto questo quando, secondo la tecnology road map è ragionevole aspettarsi in una decina d’anni la tecnologia rivoluzionaria di IV generazione (+ sicurezza, meno scorie, ecc.)

http://acaja.wordpress.com/2008/03/26/al-centro-dellinteresse-generale/

Ha senso farle queste centrali? sembrerebbe proprio di no! 

Non è questione di ideologia, né dell’opinione degli italiani nel referendum del 1987, ma di numeri

 1-una centrale di III generazione secondo fonte ENEA ( Un focus sulle centrali nucleari: costi e tempi di produzione e smaltimento delle scorie –  di Stefano Monti) 

             richiede circa 50 mesi per essere costruita + i tempi per le autorizzazioni.

  quando mai siamo stati capaci di realizzare un’opera nei tempi tecnici-teorici?

non è forse più ragionevole pensare che i nostri poco più di 4 anni teorici possano diventare,  6 -8 anni pratici?  

 quale governatore regionale accetterà di mettere sul terreno della propria regione una centrale? se lo farà dovrà averne un vantaggio mica male;

vogliamo negoziare per un 2 anni almeno?

 Ed eccoci arrivati alla disponibilità di centrali di IV generazione, proprio quando noi italiani, forse, siamo riusciti a completare la nostra prima centrale di III generazione!!!

Sempre i primi della classe!!!!!!

 abbiamo la fortuna di poter usare energie pulite da subito, non siamo messi male con

        e          

e, attraverso le smart grid, potremo distribuire in modo intelligente l’energia sul territorio.

Tante soluzioni decentrate/a rete, una grande federazione energetica a costi che stanno diventando sempre più competitivi, con soluzioni estetiche amiche …

e questo cambierebbe nel tempo anche la nostra cultura media,  un pò egoista e da furbastri, forzandola in una sana visione collaborativa a rete. 

Continuiamo (e magari miglioriamo) il sostegno che stiamo dando alle rinnovabili e NON introduciamo dei nuclear weapons!

Vivremo comunque ben elettrificati e saremo, forse, cittadini migliori

 

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2 responses

11 04 2010
pgrandicelli

e pensare che sono due scienziati italiani a sperimentare per primi la tecnologia che consente di produrre energia nucleare pulita.
http://www.wired.it/news/archivio/2009-03/04/una-spremuta-di-energia-nucleare-senza-scorie.aspx

18 04 2011
Ugo Mendes Donelli

Una lezione importante di cui fare tesoro, tristemente impartitaci da Fukushima: le tecniche per valutare il rischio non funzionano!
I dispositivi di sicurezza di *tutti* i prodotti dell’ingegneria si basano su un semplice calcolo: Probabilità di un evento dannoso * Costo dell’evento dannoso.
Il problema sta nella parte di probabilità. Per il caso di Fukushima, i tecnici giapponesi hanno detto che un terremoto di quelle proporzioni ha una probabilità molto bassa ( tipo: non succederà mai). Le centrali nucleari non erano progettate per sopportare una catastrofe di quelle proporzioni.
Nicolas Nassim Taleb ha dimostrato il calcolo degli eventi estremi, molto rari, viene fatto in modo errato e che le stime della probabilità possono essere sbagliate di più di 1000 volte! Al ribasso! (vedi il libro: “Il cigno nero” di Taleb).
Questo vuol dire che bisognerebbe ripensare il modo di progettare e di calcolare il rischio per qualunque tipo di prodotto ingegneristico. Anche per le centrali nucleari.

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